Scegliere è difficile giudicare è facile

Ogni giorno prendiamo tante decisioni, ci affliggiamo la maggior parte delle volte per avere un riscontro positivo, migliore. Pensiamo costantemente, il nostro cervello talvolta è talmente carico che va in tilt e ha bisogno di rilassarsi. Funzioniamo così, andiamo a mille per poi doverci fermare e cercare la serenità senza effettivamente sostenerla in ogni azione della giornata.

Da quando sono diventata mamma il mio modo di scegliere è cambiato, se prima correvo ora cammino, se prima mi facevo intimorire dalle critiche oggi reagisco diversamente. E’ così semplice giudicare, ma dietro al giudizio c’è una nebbia, una patina negli occhi di chi guarda, una barriera nella mente di chi pensa e sentenzia. A prescindere dall’essere genitori tante volte ci si sente nel mirino di un cecchino, siamo prodotti, catalogati ed etichettati e tante volte l’etichetta la stampiamo noi con credenze di altri che sono ormai diventate nostre, è tempo di liberarsi per vivere più leggeri e per poter accogliere e ascoltare. Sugli scaffali dei supermercati vige la scritta in ogni confezione, senza X, con Y, senza pensare a cosa effettivamente ci dà quell’alimento. Guardiamo la confezione e ci facciamo un’idea di quanto possa essere buono. Ed è così che, spesso involontariamente, facciamo con le persone, ci fermiamo all’estetica.

Ho visto persone dal bell’aspetto buttare l’immondizia per terra, trattare male qualcuno.

Ognuno di noi è bello a modo proprio, credo che la cosa fondamentale sia proprio darci la possibilità di conoscerci e imparare ad amarci e migliorarci. Alle volte è difficile sintonizzarci con la parte più profonda di noi, di guardarci allo specchio con gli occhi chiusi e sentire l’energia del nostro importantissimo corpo.

Ascoltati.

Nessuno è perfetto e nella vita si commettono tanti errori, ma è provando e riprovando che si raggiungono i paesaggi più belli.

Solo così nella consapevolezza più sincera troverete la giusta strada per VOI.

Il Vaso di Sofia

Il Vaso di Sofia

Per un lungo tempo sono rimasta in silenzio, dietro le quinte ad osservare, a prendere appunti, a fotografare. Oggi parlo, o meglio scrivo. Ho sempre amato la scrittura, il suono dolce e lieve che si posa sul cuore e nella mente delle persone. Ho amato la poesia, le emozioni che suscita. Ho amato le parole che solo scritte hanno un sapore più vero e duraturo; non si mischiano con l’incanto degli occhi, con la voce, con i gesti e l’aspetto altrui. Qualcuno di voi mi starà leggendo senza sapere chi sono, senza conoscere il mio volto, i colori che mi appartengono. Potrete immaginarvi molte me o forse nessuna perché non vi interessa, ma la cosa certa é che l’unica cosa che vi rimarrà in mente saranno solo le cose che vi dirò e come ve le esporrò.

Sono immersa in un fiume di parole, in un torrente in piena, nella melodia più pura che si possa creare e qui vi invito in questo viaggio che porterà ognuno di noi in punti diversi, ma all’interno dello stesso vaso quello delle cose BUONE del mondo.

Benvenuti ne “Il Vaso di Sofia”

Cellule o cellulari

Siamo umani composti da cellule, la nostra storia si compone così. Osservo i miei pensieri, ascolto il mio battito cardiaco, guardo dentro al mio corpo e vedo tante cellule che mi aiutano, ma non vedo il mio cellulare…OPS

Ogni giorno il telefono squilla, vibra, richiama la nostra attenzione, ci ricorda che dobbiamo FARE, che dobbiamo alzarci, programmiamo ciò che non riusciamo a fare tanto basta collegarci con l’amica Alexa. Alexa non sbaglia è sempre attenta a ciò che dici, appena la chiami lei ti risponde e ti appaga. Alexa non ti insulta, non ti giudica, non ti ferisce, ti ricorda anche che devi fare la spesa e cosa devi comprare, giusto ho anche voglia di un caffè…. Alexaaaaa!

Scegliamo una tecnologia, anziché utilizzare i nostri mezzi per poter fare qualcosa, siamo bombardati da influenze esterne che ogni giorno a caro prezzo si intrufolano nella nostra mente facendoci credere che abbiamo per forza bisogno di qualcosa, qualcosa che non abbiamo e che sicuramente ci cambierà la vita o ci farà sentire meglio una volta acquistata. La prima volta che ho avuto un cellulare ho capito che l’avrei odiato. L’ho studiato. Ho provato a rapportarmi con lui. L’ho lasciato. Che pace.

Senza cellulare non si possono fare tante cose, ma tante altre saremo in grado di accoglierne e di crearne. Spegnamo questi schermi guardiamoci negli occhi, non c’è cosa più bella, soffermiamoci sui nostri sensi, ascoltiamoli, ascoltiamoci e diamo importanza a chi siamo a chi abbiamo accanto a noi, per ogni singolo istante, senza ingannare il tempo, godiamocelo, teniamolo per mano.

Quando il nostro cuore smetterà di battere noi saremo cibo per la natura, il nostro cellulare sarà solo altra sporcizia per la Terra.

Detto ciò vado a farmi un caffè. Sofia

Quelle che sono le emozioni: La rabbia

“Chi urla di più ha sempre torto”

Quante volte siamo stati arrabbiati, quante volte abbiamo lasciato che questa emozione salisse su dalla profondità del nostro essere, dalla pancia fin sul petto come una pentola a pressione pronta a fischiare.

Il nostro spazio è stato invaso, intaccato da parole, gesti. Un punto di vista discordante dal nostro ed ecco che la mente dà inizio a un susseguirsi di pensieri senza dare respiro, tranquillità, ossigeno.

Credo che la rabbia sia una delle emozioni più difficili da gestire, siamo giornalmente attaccati da stereotipi, immagini, siamo messi a dura prova con una competizione talvolta involontaria tanto da creare in noi un’insicurezza tale da non renderci conto che quello che ci ha fatto arrabbiare veramente non è il fatto in sé, ma qualcosa dentro di noi di irrisolto, incompiuto. Un problema a cui non avevamo dato tempo per capirlo e risolverlo, un dispiacere a cui abbiamo messo una pietra sopra, una gioia che non abbiamo potuto vivere a pieno perché sopraffatti dai mille impegni.

Un tempo mi alteravo tantissimo in macchina per infrazioni o torti che mi facevano, ero un po’ la vigilessa senza blocchetto per le multe. Ho preso la bici e la questione non è cambiata, anzi peggiorata dato che si è meno visibili e il rispetto per i ciclisti è poco se non inesistente.

Ora esco senza fretta, con tranquillità e credetemi è più bello uscire senza provare questa emozione chiamata rabbia, chi la cerca la trova.

Semplicemente arrabbiarsi non serve a niente, se non a creare malumore a noi e alle persone che ci circondano, a ferire a distruggere per poi, forse, con fatica ricostruire rapporti o ritrovare in noi energia buona.

Osserva per accompagnarti nella pace dei sensi.

UN MONDO FRENETICO

Sveglia presto la mattina, colazione, macchina, semafori, traffico, lavoro e poi a casa… questo è quello che ci è stato insegnato, ma se ci fosse un altro modo di vivere la vita?

Un mondo che non si ferma mai che corre, che produce, che non spegne mai le luci, dove il tempo scorre troppo velocemente e si vorrebbe avere il controllo anche sulle lancette degli orologi. Abitudini e routine senza capire effettivamente di che cosa si ha bisogno. Perché?

Perché bisogna essere sempre sul pezzo, senza sbagliare, senza inciampare altrimenti sei fuori, fuori dagli schemi, fuori dal tunnel. Così si rischia di perdere di vista chi siamo, di arrabbiarci per cose futili, di scaricare lo stress accumulato sugli altri, di riversare le nostre problematiche su qualcuno.

Spesso in macchina, mi sembra di vedere persone distratte, oppure furiose pronte ad andare velocissimi pur di prendere il semaforo verde e non fermarsi, tagliarti la strada, non far passare i pedoni sulle strisce, tutto questo pur di non sprecare minuti per non bloccarsi.

La vita è importante, ma per viverla bisogna esserci.

Rallentare, ritornare all’essenziale, ascoltando i nostri bisogni, inseguendo i nostri sogni, avere consapevolezza di sé, questa è la mia ricerca, il mio viaggio.

Eccomi, sono Sofia e da qui inizio